Il carnevale di Punat
// marzo 8th, 2009 // In Evidenza, Suoni dall'isola di Veglia
Il carnevale dell’Isola di Veglia (Otok Krk in croato) ha diversi aspetti interessanti. Esso presenta caratteristiche particolari soprattutto nel carnevale dei puntari – gli abitanti di Punat . Si tratta, innanzitutto, di un carnevale per niente barocco, in cui gli ornamenti e le stesse maschere non ostentano mai lusso o cura particolare nei materiali: si tratta di materiali dunque “poveri” ma vestiti con molto estro e divertimento; gli stessi carri che sfilano nell’ultimo giorno di festeggiamenti sono relativamente semplici e, ciò che conta, è il divertimento generale. Il periodo del carnevale è chiamato nell’idioma locale “mesopust” – non, in croato, “karneval”. E’ il periodo della “Očita Veselija” ciò della gioia e del divertimento che precedono il rigore della “Korizma” cioè della Quaresima. I festeggiamenti coninvolgono soltanto le famiglie di Punat e pochi amici dei villaggi circostanti. Unicità del mesopust di Punat è che negli ultimidue giorni sono suonate le “sopele“, strumenti musicali molto celebri nell’area del sud dell’Istria, del litorale e delle isole Quarnerine, che nell’Isola di Veglia presentano caratteristiche ritenute – a torto o a ragione – “le più arcaiche”.
Tutti i carnevali dell’Isola iniziano subito dopo il termine del periodo Natalizio: in alcuni paesi, infatti, il grande gonfalone posto all’ingresso del paese che augura a tutti “sretno Bosic” (buon Natale) è sostituito subito con uno su cui è iscritto “Mesopust”. In alcuni villaggi il grottesco pupazzo Frane Mesopust – cioè Carnevale – è issato su d’un lungo palo: Ciò segnala a tutti che vige il tempo dei divertimenti cioè della “Očita Veselija” che terminerà solo quando scoccherà la mezzanotte il martedì che precedere la Pepelnica. Negli anni ’70 gli abitanti di Punat trovarono il modo di prolungare per una notte ancora i divertimenti. Uniticà del mesopust dei puntari è che non termina il martedì prima delle Ceneri (a mezzanotte) ma il giorno delle Ceneri: i puntari, infatti, inscenano un “rapimento” o una “fuga” di Frane Mesopust – che intende sottrarsi all’inevitabile e consueto rogo – e, conseguentemente, inscenano una campagna di ricerca la sera delle Ceneri travestiti da “frati” con tanto di “vecchie lanterne”e, soprattutto, “bukalete” e bottiglie di vino. L’unico divieto è che non si deve nè cantare, nè suonare, nè danzare.
Le sopele vengono suonate soltanto sugli ultimi due giorni del carnevale di Punat: quando scandisce le danze e la marcia della Kordija e dei festeggiamenti del martedì prima delle Ceneri, prima e dopo la lettura dei Napovidi – accuse e processo a Frane Mesopus’.
La Kordija
Si tratta di un cero e proprio rito che permette una sorta di collegamento, attraverso coppie di giovani, fra diverse famiglie sparse sul territorio di Punat:
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Il Martedì
L’ultimo giorno di Mesopust, il martedì prima di Quaresima (Utorak pred Pepelnicu), comincia nel primo pomeriggio quando carri, bambini e adulti mascherati si concentrano nella piazzetta della “riva” (il litorale cittadino). Allorchè si cominciano ad udire le sopele sopraggiungere ed il carro “principale” su cui è adagiato Frane Mesopust i presenti cominciano a prepararsi e quindi accodarsi a loro. Compiranno un giro articolato tra le vie di Punat dove si aggiungeranno altri carri. I carri sono molto semplici e spesso raggruppati per famiglie (sopra il carro ci sono i più adulti, anche non sposati, dietro i bambini). Fra il carro principale ed il resto dei carri vi sono i ragazzi che hanno partecipato alla Kordija. Generalemente posti vicino a Frane Mesopus’ stanno i suoi “aiutanti” – vestiti come lui, a seconda del “tema” della sfilata – che distribuiscono dolci e vino. Chiunque incontrerà il corteo sarà invitato a bere e mangiare.
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La Pepelnica (le Ceneri)
Dopo che i festeggiamenti del martedì sono terminati il giorno delle Ceneri apre il periodo della Quaresima. Da questo periodo in poi canti, balli e divertimenti sono assolutamente vietati. Ma per concedersi un altro giorno ancora di lieta compagnia è organizzata una campagna di ricerca per ritrovare “Frane” che – si dice – “scompare!”, evidenetemente datosi alla fuga per non essere bruciato… Durante questa ricerca la compagnia si diverte girovagando tra le stradine più strette e buie del paese alla suggestiva luce di vecchie lanterne ad olio, cercando tra improbabili anfratti e buche per ritrovare il loro “Brate” (fratello). Nel giro del paese che così compiono passano anche da casa del prete locale per fare una chiacchierata sui tempi della Settimana Santa in compagnia della fida “bukaleta” sempre colma di vino – con la scusa di una “estrema unzione mancata” al fuggitivo Frane!.
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Il 28 maggio pomeriggio la kordija e la parata del Martedì saranno oggetto del mio intervento nella sessione “Studiare il music making” coordinata da Ignazio Macchiarella. Tale sessione fà parte Congresso Annuale di Studi dell’Associazione di Studi Mediterranei.
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