Morto il decano dell’etnomusicologia croata
// gennaio 13th, 2010 // In Evidenza di Giuseppe Massimo Rizzo
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Sabato 9 gennaio, all’età di 81 anni, è morto Jerko Besic’ il più famoso etnomusicologo croato al di fuori della propria patria. Nato in Slovenia nel 1929 già dal 1958, due dopo essersi laureato al Dipartimento di Musicologia di Lubiana iniziò a lavorare in Croazia e lì si svolse la maggior parte della sua attività scientifica. Oggi ricordato sui media nazionali in particolare per la sua attività di ricerca sul cosiddettto canto glagolitico (di cui a partire dagli anni ’90 ha coordinato una ricerca a più mani di lungo respiro che ha trovato pubblicazione in due volumi di “Monumenti del canto dei glagolitici”) il suo lavoro si è esteso su tutti i campi tradizionali, dell’enologia croata – pubblicando diverse monografie – ma, dopo gli anni ’90, Jerko Besic’ iniziò immediatamente ad intraprendere delle ricerche nell’ambito della musica religiosa – tabù dell’intelligentia socialista. Tra i suoi contributi teorici ricordo lo sviluppo del classico paradigma delle tre aree etnografiche di Milovan Gavazzi (area Pannonica, Dinarica e Mediterranea) in sei aree etnomusicali e la definizione delle strutture tonali della musica del territorio croato (tra cui trovo interessante il cosiddetto “stile degli intervalli ristretti”) in relazione ad altri repertori dei paesi della ex-Iugoslavia. Domani alle ore 15 avranno luogo le esequie al cimitero di Zagabria. |
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Esecuzione della composizione per orchestra da camera di Harrison Birthwistle, “Cantus Iambeus”, del 2004. Esegue la London Sinfonietta.
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- Graziano Belcaro said: Sono entusiata nell'aver riascoltate canzoni popol...
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